Crowdfunding. Gli errori da evitare!

Quali sono gli errori da evitare nel crowdfunding

Negli scorsi articoli abbiamo parlato di cos’è il crowdfunding e di quali sono le sue potenzialità.

Il crowdfunding è certamente uno strumento molto duttile per via della sua versatilità, ci sono tuttavia delle regole che è bene seguire per evitare di incorrere in errori che potrebbero rovinare la vostra campagna di raccolta fondi.

Provare non costa nulla!

ci provoUn errore che ricorre spesso. Fare un crowdfunding senza averlo pianificato comporta un rischio di fallimento più alto, costa maggiore fatica e questo ci mette in cattiva luce di fronte alla nostra comunità che ci supporta. Per questo motivo è opportuno essere consapevoli che per avere successo è necessario investirci risorse economiche e di tempo.

Faccio tutto da solo

da soloUn altro grande errore da evitare è pensare di poter raggiungere l’obiettivo prefissato senza l’aiuto di nessuno. Il crowdfunding si basa proprio sulla relazione tra chi propone il progetto e la comunità che lo sostiene e lo supporta. Senza la creazione di reti e lo scambio tra il soggetto promotore e le comunità, a pagarne le conseguenze sarà proprio la campagna di crowdfunding.

Ci pensano gli esperti

espertiPensare che tutto il lavoro possa essere affidato a soggetti esterni penalizzerà gravemente il vostro crowdfunding. Il valore della progettualità è molto personale e nessuno meglio di voi riuscirà ad esprimerlo. Non è sbagliato affidarsi ad esperti, ma bisogna stringere un rapporto di collaborazione dove la progettualità proposta interagisce in armonia con la vostra comunità e i consigli dei professionisti del settore, senza mettere mai in secondo piano le vere motivazioni che vi hanno spinto a costruire la vostra campagna di crowdfunding.

Ci vuol poco a comunicare

comunicazioneSpesso pensiamo che comunicare sia una cosa banale, tanto da sottovalutarla, ma non è così.Una corretta comunicazione è spesso alla base del successo del crowdfunding. Costruire una strategia nella quale viene scelto il tipo di linguaggio da usare, quali strumenti adottare, quante risorse impiegare e con che frequenza, è un passo fondamentale per non danneggiare i nostri sforzi.

Basta raggiungere l’obiettivo economico

soldiL’ultimo grave errore è pensare che completata la raccolta fondi sia tutto finito. Il crowdfunding è uno strumento per realizzare un progetto e la raccolta fondi è solamente uno dei punti da compiere per completare il percorso. Lo strumento garantisce trasparenza e visibilità, permettendo la creazione di un rapporto di fiducia con le comunità intercettate.  Il crowdfunding rafforza così il rapporto tra soggetto promotore e le reti sociali che sostengono il progetto, contribuendo alla sua realizzazione finale.

 

Il crowdfunding in Italia

Il crowdfunding in Italia

Il crowdfunding è certamente un settore in crescita negli ultimi anni, nel 2015 ha raccolto quasi 35 miliardi di dollari in tutto il mondo, quasi raddoppiando nel 2016 e continuando il trend positivo fino ad oggi.

Ma qual è la situazione del crowdfunding in Italia?

Anche in Italia il crowdfunding sta dimostrando il suo potenziale. Soltanto nel 2018 ha raccolto cifre per un totale di quasi il 50% di quanto raccolto dalla nascita delle piattaforme italiane ad oggi.

Le sue applicazioni spaziano tra le progettualità più disparate e i soggetti coinvolti rappresentano una moltitudine di realtà diverse tra loro.

totale raccolto

In particolare, in Italia il crowdfunding si sta scoprendo un elemento importante per il terzo settore.

Sebbene siano ancora tanti i soggetti no profit che in Italia utilizzano lo strumento come semplice raccolta fondi, limitando così le opportunità offerte dalle varie piattaforme, è possibile vedere in questi ultimi anni grandi cambiamenti in questo settore.

Le potenzialità di creare nuovi network attorno a progetti e agenti promotori, assieme alla trasparenza offerta dal crowdfunding, sono innovazioni che stanno portando il terzo settore italiano a mutare profondamente.

Dal 2012 ad oggi la crescita del settore in Italia ha portato alla creazione di più di 70 piattaforme per il crowdfunding nel nostro Paese.

Nel 2012 gli spazi online per il crowdfunding in Italia erano 12, più che triplicate nell’anno successivo, fino ad arrivare a 78 nel 2018.

Sebbene sia il settore del lending quello più capace di raccogliere fondi, anche l’equity crowdfunding sta trovando sempre più spazio in Italia e soltanto nel 2018 ha raggiunto un fatturato grande tre volte quello dell’anno precedente tra start up e PMI innovative.

In Italia non sono solo presenti le piattaforme di crowdfunding più famose al mondo, Kickstarter ed Indiegogo solo per fare due nomi, al loro fianco figurano anche piattaforme made in Italy.

totale raccolto

LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SULLE VARIE TIPOLOGIE DI CROWDFUNDING

Tra le più usate nel nostro Paese ci sono certamente Eppela e Produzioni dal basso per il reward based, Rete del Dono per il donation, Starteed per il Do It Yourself e spicca Mamacrowd tra le piattaforme di equity crowdfunding italiane, prima per fondi raccolti.

Se il crowdfunding ci ha messo un po’ più di tempo rispetto ad altri Paesi ad imporsi, sta però diventando in questi anni una solida realtà, trovando spazio in tutti i settori dell’economia italiana, dal mondo del no profit al mercato immobiliare.

Dati ricavati dal report sul crowdfunding 2018 di Starteed. Per scaricarlo: https://www.crowdfundingreport.it/#scarica-report 

Il crowdfunding nel mondo

Il crowdfunding nel mondo

Il crowdfunding ha una storia antica, nei nostri articoli passati vi abbiamo già raccontato nell’articolo “Cos’è il crowdfunding” di come la costruzione della Statua della libertà a New York sia strettamente collegata al crowdfunding.

A distanza  di anni da quel fatidico episodio, qual è lo stato attuale del crowdfunding nel mondo odierno?

Nel 2015 le piattaforme attive di crowdfunding nel mondo erano 452, di cui 15 in Italia.

 

chinaLa Cina

In Cina nello stesso anno si contavano circa 200 piattaforme.

Nel 2016 il Paese asiatico aveva creato un mercato di 2,2 miliardi di dollari portando a raddoppiare il numero di piattaforme cinesi, con numeri ancora più vertiginosi negli ultimi anni.

Non a caso è stato stimato che il crowdfunding cinese riuscirà a portare investimenti per un valore di 50 miliardi di dollari entro 5/6 anni.

russiaLa Russia

Anche in Russia l’anno tra il 2015 e il 2016 ha portato la massima attenzione sul fenomeno del crowdfunding.

La piattaforma più usata nel Paese è “Planeta” e ospita progetti di diverso genere, da idee legate al mondo del profit fino a progettualità del terzo settore.

La piattaforma, nel 2016, ha ospitato un totale di circa 2.000 progetti arrivando a raccogliere 500 milioni di rubli.

Il trend in Russia è certamente positivo visto che lo scorso anno Planeta è riuscita a raccogliere più di 800 milioni di rubli, finanziando quasi 9.000 progetti.

A dimostrazione di quanto il crowdfunding sia ormai penetrato nella mentalità russa e non soltanto limitato a Planeta, la seconda piattaforma di crowdfunding più usata in Russa è “Boomstarter”.

Definito da molti come il corrispettivo russo di Kickstarter, la piattaforma nel 2018 ha finanziato progetti per più di 300 milioni di rubli.

europaL’Europa

In Europa la piattaforma regina è certamente Ulule con il record di 27.536 progetti interamente finanziati dalla sua nascita e più di 2,5 milioni di donatori in tutto il mondo.

Il mercato europeo del crowdfunding valeva più di 5 miliardi soltanto nel 2015 con la Gran Bretagna a trainare il trend.

Gli USA

usa flag

Negli Stati Uniti Kickstarter, con i suoi 4,2 miliardi di dollari raccolti, resta la piattaforma che più di tutte ha fatto scuola, ma gli usi del crowdfunding non rimangono solamente legati a progetti imprenditoriali.

Negli USA il crowdfunding permea oggi tutti i settori della società, politica inclusa.

obama
Obama

Un esempio di questo fu il caso di Obama.

La campagna per le presidenziali del2008 fu vinta anche grazie alla raccolta fondi effettuata attraverso il suo sito, la quale portò a raccogliere grazie alle micro-donazioni dei suoi sostenitori più soldi di quelli del suo avversario repubblicano.

Discover TOP 8 World Crowdfunding Platforms

Tipologie di crowdfunding

Tipologie di crowdfunding

Il crowdfunding è uno tra gli strumenti di finanziamento e di investimento del futuro, oramai applicabile a diversi ambiti.

Per questo motivo nel tempo sono nate e si sono sviluppate varie tipologie di crowdfunding, differenti per obiettivi e target di riferimento.

DONATION

Utilizzato principalmente da organizzazioni non-profit o da singoli per promuovere e finanziare progetti di solidarietà e a impatto sociale.

Non sono previsti né ritorni economico né ricompense. 

Le caratteristiche principali sono:

  • SOSTEGNO: sono donazioni senza nessun tipo di ritorno materiale o economico
  • BENEFICIO: intangibile e simbolico
  • MOTIVAZIONE: intrinseca e spinta dalla causa sociale

 

REWARD-BASED

Utilizzato da PMI, startup o singoli innovatori che decidono di testare un prodotto sul mercato e farsi finanziare una prima produzione.

La partecipazione al finanziamento del progetto avviene in cambio di un “premio” o “reward“, che può rappresentare il prodotto stesso.

  • SOSTEGNO: un mix tra donazione e pre-acquisto del prodotto come premio della campagna
  • BENEFICI: il prodotto stesso e altri benefici intangibili e simbolici
  • MOTIVAZIONE: interesse per la causa sociale e per le rewards

 

EQUITY-BASED

La tipologia di crowdfunding rivolta principalmente ad aziende e startup che vogliono coprire un primo round di investimento.

l target principale delle campagne equity sono gli investitori che, partecipando al crowdfunding, ricevono in cambio quote ed azioni della stessa.

Le soglie di ingresso sono generalmente basse ed accessibili anche ad investitori più piccoli.

  • SOSTEGNO: cifra investita in cambio di quote ed azioni
  • BENEFICI: eventuale ritorno di investimento in base alla percentuale di quota acquisita
  • MOTIVAZIONE: principalmente finanziaria

Si tratta di un modello che ha ovviamente catturato l’attenzione degli enti regolatori, come la CONSOB.

L’Italia è stato infatti il primo paese ad intervenire con una normativa dedicata.

 

SOCIAL LENDING

Il prestito di denaro peer-to-peer, ovvero la possibilità da parte di singoli individui di prestare somme attraverso piattaforme online.

Una forma di disintermediazione del finanziamento che allerta e tiene vigile il sistema bancario tradizionale.

  • SOSTEGNO: prestito per un progetto
  • BENEFICI: restituzione del capitale versato con o senza interessi
  • MOTIVAZIONE: combinazione tra motivazioni finanziarie e sociali

IBRIDI:

DO IT YOURSELF

Varie aziende, una fra tutte in Italia è Starteed, offrono servizi white label (senza etichetta), grazie ai quali è possibile creare vere e proprie campagne di crowdfunding personalizzate sul proprio sito web aziendale o dell’organizzazione che promuove la campagna.

  • CORPORATE CROWDFUNDING

  • In un’ottica di CSR (Corporate Social Responsability) le aziende possono ricorrere al crowdfunding per coinvolgere i clienti, dipendenti e le comunità di riferimento nel progettare nuovi prodotti e servizi o nel finanziare progetti di impatto sociale.
  • CIVIC CROWDFUNDING

  • Le amministrazioni pubbliche possono diventare promotrici di campagne di crowdfunding volte a finanziare opere e progetti pubblici che attivino e coinvolgano i cittadini.

Alcuni esempi:

 

 

Un nuovo modo di comunicare

Crowdfunding come risorsa. Un nuovo modo di comunicare

Internet ha rivoluzionato diversi aspetti della nostra vita quotidiana, ci ha fornito nuovi strumenti con cui lavorare e ha cambiato il nostro modo di comunicare.

Il crowdfunding è figlio di questa nuova cultura portata da internet e permette ad aziende, start-up e organizzazioni di comunicare i propri valori, le proprie idee e sottoporle al giudizio della folla.

“Il crowdfunding è uno strumento innovativo che è in grado non solo di comunicare la propria idea al mondo ma di finanziarla dal basso, attraverso la partecipazione di una comunità attiva di persone”

La democratizzazione nel processo di creazione e visibilità dei contenuti attraverso il web sta producendo un cambiamento strutturale della società e della cultura e il passaggio è stato veloce ed indolore solo per quelle realtà capaci di adattarsi.

cambiamento strutturale

  1. SISTEMA CENTRALIZZATO: comunicazione unilaterale dominata da TV e radio. Individui considerati come meri spettatori e consumatori dei contenuti produtti.
  2. SISTEMA DECENTRALIZZATO: comunicazione bilaterale dominata da Web e Social Media. Individui come Followers dei nodi (Influencer) e generatori di Feedback (Like; Share; comments)
  3. SISTEMA DISTRIBUITO: comunicazione multicanale ed orizzontale. Gli individui diventano Prosumers (collaboratori e co-creatori di contenuti) e protagonisti veri e propri della comunicazione.

Le abitudini variano a seconda degli individui e in particolare delle generazioni di riferimento.

Per alcuni l’impressione è di sentirsi già parte del sistema distribuito, ma la realtà non è ancora questa.

Pensiamo agli over 65

Recente e dirompente è il loro ingresso su Facebook ma faticano ancora ad utilizzare strumenti e canali propri di una comunicazione multicanale ed orizzontale.

Tutto ciò non riguarda invece i giovani digital natives, i quali pretendono che un contenuto acquisti valore solo se trasparente, condiviso e co-creato da una community. 

Il crowdfunding fa parte di questo mondo ed è adatto a coinvolgere le generazioni più giovani, ma è importate per tutti capirne il valore:

  • obbliga le associazioni o le aziende ad aprirsi al mondo esterno, verso gli altri
  • permette non soltanto visibilità, ma trasparenza e capacità d’ascolto della propria comunità
  • acconsente la costruzione di un progetto condiviso e il raggiungimento di un obiettivo comune
  • permette di comunicare più velocemente
  • elimina le barriere autoreferenziali

È proprio l’autoreferenzialità una delle cause di fallimento di un modo di fare progettualità a volte troppo chiuso verso il mondo esterno.

Grazie al crowdfunding possiamo oggi migliorare un prodotto, adattarlo alle necessità dei clienti e renderlo più funzionale per un mercato sempre più in continuo mutamento.

Con il crowdfunding possiamo raccontare realtà che prima non avrebbero avuto il giusto spazio, raggiungendo gli obiettivi prefissati con i finanziamenti e la visibilità che soltanto la crowd ci può dare.

Il crowdfunding rivoluziona il modo di comunicare le proprie idee e i propri progetti, permettendo di includere i nostri interlocutori in un piano d’azione comune, di uscire dalla nostra zona ci comfort e di portare a termine i nostri progetti, aumentando le probabilità di successo.

È uno degli strumenti di comunicazione del futuro.

Perchè usare il crowdfunding? 4 buoni motivi

Perché usare il crowdfunding? 4 buoni motivi

Nello scorso articolo abbiamo parlato di cos’è il crowdfunding e delle sue enormi potenzialità.

Ora capiremo perchè questo strumento ˋè importante da sfruttare e quali benefici ne potremmo ricavare.

Il crowdfunding permette, con un piccolo sforzo, di ottenere fondi che saranno usati per avviare il proprio progetto grazie ad un ampio pubblico.

Il valore risiede nella folla – crowd – che si unisce per sostenere un’unica causa rendendo il crowdfunding uno strumento unico nel suo genere.

Perché usarlo? Vediamolo in quattro punti

 

  • Comunità

Chi ricorre ad una campagna di crowdfunding ha la possibilità di raggiungere una comunità di donatori molto vasta.

Questo permetterà di ampliare il proprio pubblico aumentando le possibilità di ricevere donazioni per il proprio progetto.

Nel crowdfunding il valore attribuito alla comunità non è limitato soltanto al raggiungimento di un obiettivo: il vero valore risiede nel capitale umano, vera e propria risorsa che interagisce direttamente nella realizzazione di un’idea.

Il crowdfunding permette di misurarsi in prima persona nella formulazione, progettazione e realizzazione di una idea in tempi veramente modesti.

 

  • Dritti all’obiettivo

Lo strumento è prezioso per portare a termine in tempi brevi una raccolta fondi, terminata la quale si potranno realizzare subito gli obiettivi preposti all’inizio della campagna.

Questo farà risparmiare tempo e garantirà un’ottimizzazione dei tempi nell’esecuzione di un progetto specifico.

 

  • Visibilità e trasparenza

La chiamata all’azione pubblica mira a coinvolgere un numero elevato di individui garantendo una visibilità difficilmente raggiungibile in così poco tempo con altri mezzi.

Questo processo fa si che i soggetti promotori di una campagna di crowdfunding si “mettano a nudo” davanti ad un pubblico variegato, garantendo così trasparenza nei modi e nelle relazioni con il pubblico.

  • Validazione

Il crowdfunding, infine, può essere usato per validare un’idea o un progetto.

Le realtà profit potranno avere una prima validazione della loro ideautilizzando piattaforme di crowdfunding per prevendite e test sull’interesse dei consumatori.

Le realtà non profit grazie alla forza del crowd potranno allargare i loro network sociali e portare a termine progetti altrimenti difficilmente realizzabili.

Cos’è il crowdfunding?

Cos’è il crowdfunding?

Crowdfunding è una parola di origine inglese formata da crowd e funding, dove crowd corrisponde alla cosiddetta “folla” e funding sta per “finanziamento”.

Il concetto di folla può creare incomprensioni, ma è qui intesa come una moltitudine di persone (spesso sconosciute tra loro) che attraverso un’azione comune, ovvero la donazione di denaro, permettono a chi ha attivato una campagna di raccolta fondi di raggiungere il proprio obiettivo.

Il crowdfunding risulta così non essere una “parolaccia”, come invece potrebbe pensare qualcuno, bensì una risorsa per chi vuole sviluppare un proprio progetto ma è sprovvisto di finanziamenti.

La risorsa economica non arriva da istituzioni pubbliche o private ma da diverse comunità e questo permette di promuovere meccanismi di impegno civile dal basso, contribuendo in piccola parte al compimento di uno specifico obiettivo.

Il Crowdfunding si basa quindi sulla spontanea decisione di diversi individui di donare, permettendo così a chi propone un’idea di realizzare il proprio sogno nel cassetto.

La crowd permette di finanziare progetti che altrimenti difficilmente sarebbero portati a termine.

Un noto esempio di questo è la Statua della Libertà negli Stati Uniti d’America.

La nota statua, regalata dai francesi agli americani nel 1886, è certamente uno dei primi esempi di crowdfunding nella storia moderna.

Sebbene la statua fosse stata assemblata in Francia, per essere posizionata a Liberty Island vi era il bisogno di costruire una piattaforma per reggere il peso della statua.

La cifra in discussione ammontava a 100.000 dollari, tutti interamente trovati grazie ad un annuncio posto sul giornale di Joseph Pulitzer, il New York World.

Il noto giornalista promise di citare sul proprio giornale i nomi di tutti coloro che avrebbero aderito con le loro donazioni alla campagna di raccolta fondi per il basamento della statua.

La notizia ebbe enorme eco e più di 120.000 persone, donando in alcuni casi anche meno di un dollaro, permisero alla Statua della Libertà di attraccare negli Stati Uniti.

Il concetto di crowdfunding dal 1886 ad oggi ha subito diverse mutazioni, in particolar modo nei processi di raccolta delle donazioni ma il suo valore e il suo significato rimangono del tutto immutati.