Donare 3.0: i donatori italiani alle prese con il digitale

Presentata la 6^ edizione di Donare 3.0 la ricerca condotta da BVA Doxa in collaborazione con Paypal e Rete del Dono.

Per questa edizione l’osservatorio ha svolto 1000 interviste ad una popolazione compresa fra i 18 e i 64 anni e 30 interviste qualitative individuali a MILLENIALS, per realizzare un focus sulle fasce più giovani della popolazione.

Le interviste sono state condotte fra il mese di marzo ed aprile 2020 e hanno rilevato nuovi dati interessanti relativi al fenomeno delle donazioni in Italia, soprattutto analizzando le abitudini, gli atteggiamenti attuali e futuri degli onliners.

INQUADRARE IL CONTESTO

Nel 2019 sono circa 34 milioni gli italiani che si collegano a internet utilizzando smartphone o tablet e spendendo sui dispositivi in media circa 2 ore al giorno.

Oltre 21 milioni sono gli Italiani che hanno fatto un acquisto online e 6,8 milioni sono gli account Paypal attivi.

La maggioranza degli onliner si riconferma donatore e fra loro crescono gli under 40.

Circa il 50% ha effettuato più di una donazione e circa 2 terzi dei donatori donano a più di un’associazione. 

Gli ambiti più finanziati nel 2019 risultano la salute e la ricerca, dato che rimane simile a quelli degli anni precedenti, mentre cresce l’importo della donazione media che risulta compresa fra i 10 e i 50 euro.

Infografica Donare 3.0 - Edizione 2020

LE DONAZIONI ONLINE

La donazione in contanti rimane sempre la modalità preferita ma già ormai da diversi anni risulta in costante calo mentre, al contrario, cresce sempre di più la donazione online che, fra carte e bonifici tramite Homebanking, arriva a salire fino al 30% sul totale delle donazioni. 

Guida la crescita delle donazioni online il mobile, che si rivela il dispositivo più utilizzato con una costante crescita dell’utilizzo di carta di credito e Paypal che risultano le modalità più utilizzate.  

Infografica Donare 3.0 - Edizione 2020
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TRASPARENZA E PERCEPITO

La ricerca, inoltre, cerca di mettere in luce anche il percepito delle associazioni da parte dei donatori che rivela un netto miglioramento anche se, in parte, rimangono vivi in alcuni intervistati i sentimenti di sfiducia e incertezza dovuti alla mancanza di trasparenza nell’utilizzo dei fondi.

La maggior parte dei donatori pensa infatti che il tema della trasparenza è fondamentale e più del 70% dichiara: ”non dono se non posso verificare la destinazione dei fondi raccolti”.

In generale, però, emergono anche le sensazioni positive che si provano quando si fa una donazione come felicità, soddisfazione, aiuto, gioia, serenità e speranza e sono abbastanza diffuse e associate al mondo non profit parole come modernità, luce, fatti e azioni piuttosto che dubbi, pietà e arretratezza.

PROSPETTIVE 2020

Le interviste indagano anche le intenzioni di donazione per il 2020 che risultano in potenziale crescita, con una interessante risposta sulla propensione a utilizzare la modalità di crowdfunding, che cresce di +9 punti. 

Calano inoltre le barriere alla donazione: rispetto agli anni passati diminuisce la preoccupazione a donare tramite gli strumenti online e molte meno persone dichiarano di non voler donare

Fra i motivi per cui non si effettuano donazioni salta all’occhio che il 43% dichiara di non farlo perchè l’organizzazione scelta non prevede donazioni online.

Dato significativo che dovrebbe far capire alle organizzazioni l’importanza del dotarsi di strumenti web per facilitare la relazione con i propri donatori e di investire su strategie di digital fundraising.

Ne abbiamo parlato nel nostro articolo 5 buoni motivi per fare digital fundraising.

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PERSONAL FUNDRAISING

Resta stabile e alta la conoscenza della raccolta fondi in occasione di eventi speciali come compleanni, eventi sportivi, matrimoni o nascite con il 70% degli intervistati che ne ha vista almeno una su social, e-mail o grazie al passaparola.

Alla domanda se fossero disponibili a fare una raccolta fondi di questo tipo però la maggior parte delle persone si dichiara ancora non intenzionata o non pronta a farlo, anche se 1 su 10 onliner si considera già più pronto. 

In ultima analisi alcuni consigli forniti dall’osservatorio riguardano come comunicare agli under 40 che sono il pubblico di donatori che è necessario curare e fidelizzare in questo momento visto che saranno i futuri donatori stabili delle organizzazioni. 

1. TRASPARENZA E CHIAREZZA

Risulta di importanza fondamentale fornire dettagli sulla propria identità, valori e obiettivi concreti dell’organizzazione e, come anche noi sottolineamo sempre più spesso, aggiornare costantemente i donatori sullo stato di avanzamento dei progetti.

2. PERTINENZA

Tutto ciò che viene raccontato dalle organizzazioni – storytelling, immagini, contenuti di comunicazione – deve risultare pertinente e coinvolgente, altrimenti il donatore non riuscirà a riconoscere la coerenza fra quello che vede e le azioni e la attività svolte. 

3. COINVOLGIMENTO EMOTIVO

Ai donatori dobbiamo dare del tu. I donatori vogliono essere informati e coinvolti in prima persona e vogliono potersi fidare dell’organizzazione con la quale instaurano uno scambio relazionale

Inviare loro e-mail personalizzate e presentare contenuti con un linguaggio informale aiuta ad incrementare la vicinanza con i donor e a creare una relazione continuativa e regolare.

3. ENGAGEMENT

Sempre di più i donatori hanno voglia di legarsi a una o più non profit, non solo per la felicità di sostenere una causa ma anche per condividere la creazione dei progetti e capire in prima persona l’impatto sociale del proprio contributo.

Per questo motivo sono fondamentali azioni di engagment della propria community attraverso azioni dirette di coinvolgimento, aggiornamenti costanti, e ringraziamenti curati che valorizzino l’importanza del dono.

4. E... questo lo aggiungiamo noi:

con il crowdfunding sociale tutto questo è possibile e realizzabile.

Basta solo crederci e capirne i punti di forza!

Scopri quali sono i nostri 5 consigli per fare crowdfunding sociale.

 

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