Best practice di fundraising durante il lockdown

Best practice di fundraising durante il lockdown

Come ha risposto il Terzo Settore al Covid-19? Vediamo una best practice di fundraising durante il lockdown!


Sembra che finalmente stiamo uscendo dalla sconvolgente esperienza dell’epidemia di
Covid-19 con il lungo e sofferto lockdown che ha bloccato le attività abituali di moltissime non profit.

Uno dei risvolti positivi di questo periodo è stato il proliferare della condivisione di contenuti e di esperienze. In questo modo è stato possibile conoscere alcune esperienze interessanti che testimoniano come il Terzo Settore ha reagito in questo periodo difficile.

 
Luisa Bruzzolo di LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano, Monza, Brianza, durante il proprio intervento al Festival del Fundraising 2020, divide reazione dell’associazione in tre fasi:

1. Emergenza

2. Resilienza

3. Innovazione

 

EMERGENZA

Nella prima fase, quella dell’Emergenza, l’attenzione di tutti era fortemente concentrata sulla risposta sanitaria: attrezzature adeguate per le terapie intensive e DPI per il personale.

Su questa scia LILT ha deciso di lanciare una raccolta fondi in favore di due ospedali, l’Ospedale San Gerardo di Monza e l’Istituto Tumori di Milano.

Si trattava di ospedali che già collaborano con LILT e che quindi erano già noti ai sostenitori dell’Associazione che sono stati così più motivati a donare.

La campagna si è composta di un crowdfunding online e di altre attività di fundraising tradizionale. Al 22 aprile 2020 erano stati raccolti 550.000,00 € (circa 130.000,00 € online).

 
LILT ha comunicato il risultato raggiunto in modo semplice e immediato, tramite l’infografica riportata qua sotto, dando la percezione di trasparenza che è fondamentale per la relazione di fiducia coi donatori.

RESILIENZA

Con questo risultato si è chiusa la fase dell’Emergenza e si è passati alla Resilienza. LILT ha riportato l’attenzione sulla propria attività statutaria: la lotta contro i tumori.

La campagna di crowdfunding non è stata abbandonata, ne è stato comunicato il cambio di rotta: 


Questo il messaggio attualmente visibile sulla piattaforma:

Abbiamo ancora bisogno del tuo aiuto per dare continuità ai servizi di assistenza ai malati di tumore, in particolare per garantire:

  • assistenza domiciliare (spesa a casa)
  • terapie oncologiche garantite e sicure (servizio di accompagnamento)
  • consegna di presidi sanitari (materassi e cuscini antidecubito, carrozzine…)
  • sostegno economico e psicologico (sussidi, telefono amico, ArtLab).
La svolta è stata caratterizzata da una campagna di comunicazione volta a creare empatia presentando volti e storie vere di malati di tumore.
Screenshot da Facebook che rappresenta uno dei post per la campagna di raccolta fondi di LILT

INNOVAZIONE

L’ultima fase, l’Innovazione, è quella che più guarda al futuro cercando di immaginare alternative agli eventi caratterizzati da “assembramento” quali cene di raccolta fondi, importanti Gala di beneficienza, maratone di solidarietà.

La risposta importante sarà quella alla domanda “È possibile far crescere la raccolta fondi in un contesto di recessione?”

CONSIDERAZIONI

Questa testimonianza insegna che è necessario essere sempre pronti a reagire agli impulsi del contesto, anche quando sono improvvisi e imprevedibili.

Con le sue scelte, LILT Milano, Monza, Brianza è rimasta attiva anche durante i primi momenti di crisi mostrando di avere un ruolo nella società al di là della sua azione a favore dei malati di tumore. Verosimilmente questa situazione atipica le avrà permesso di entrare in contatto con un pubblico nuovo che potrebbe aver sviluppato una maggiore simpatia e fiducia nei suoi confronti, tramutabile, in un futuro, in propensione a donare nei suoi confronti.

È stato, tuttavia, fondamentale anche individuare il momento giusto per “tornare in sé”, riportare l’attenzione (e il fundraising) sui soggetti che sono il loro focus abituale, e lo hanno fatto in maniera forte, con lo slogan “E io?”… un’esperessione che possiamo facilmente immaginare nella testa di un malato di tumore che ha dovuto affrontare le proprie difficoltà insieme a quelle della pandemia. Sarebbe stato un grido sordo nei primi giorni di caos ma appena le cose hanno accennato a migliorare e dopo aver dato un apporto sostanzioso all’emergenza sanitaria, LILT ha potuto sfoderarlo in tutta la sua forza.

Per quanto riguarda la fase 3, l’unica possibilità è  mettere a frutto il buono delle esperienze fatte e rimanere all’erta, perché le carte in tavola cambiano continuamente e ci si chiede se presto tornerà la normalità completa o se davvero dovremo trovare formule nuove…

Intanto forse, vale la pena investire nel digital fundraising, per stare al passo con i tempi e farsi trovare pronti.

Leggi  3 buoni motivi per fare digital fundraising. 

Vuoi ricevere notizie su crowdfunding, digital fundraising e terzo settore?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scorrere fino alla parte superiore